CITES per tartarughe: documenti, microchip e obblighi in Italia
In Italia la detenzione di tartarughe di terra del genere Testudo è disciplinata dai Regolamenti CE 338/97 e CE 865/2006 (CITES) e dalla L. 150/1992. Le specie europee più diffuse (Testudo hermanni, T. graeca, T. marginata) sono in Allegato A: per detenerle e cederle servono documenti specifici, e la prassi può variare in base alla specie, alla taglia e all'ufficio CITES territorialmente competente.
Risposta breve
Le Testudo hermanni, graeca e marginata sono in Allegato A del Reg. CE 338/97: per detenerle, riprodurle o cederle occorre documentazione che attesti la legale provenienza (denuncia di nascita, certificato CITES "giallo" ex art. 8 par. 3, dichiarazione di cessione). Le specifiche procedure, i tempi e le modalità di marcatura possono variare in base alla specie, all'età dell'esemplare e alle indicazioni dell'ufficio CITES competente (Servizio CITES dei Carabinieri Forestali).
Chi è interessato dalla normativa CITES
- Chi possiede una o più tartarughe del genere Testudo (la maggior parte è in Allegato A)
- Chi acquista, riceve in dono o cede a qualunque titolo un esemplare
- Chi alleva e fa riprodurre specie tutelate
- Chi vende esemplari nati in cattività (in questo caso serve il certificato CITES ex art. 8 par. 3 Reg. 338/97)
Documenti più comuni
| Documento | A cosa serve |
|---|---|
| Denuncia di nascita | Comunica al Servizio CITES la nascita di esemplari da riproduttori legalmente detenuti |
| Certificato CITES "giallo" (art. 8 par. 3 Reg. 338/97) | Documento intestato che consente attività commerciali (es. cessione a titolo oneroso) per esemplari in Allegato A |
| Dichiarazione di cessione ai fini CITES | Attestazione tra cedente e acquirente, con dati di entrambi e dell'esemplare (numero di protocollo / certificato, marcatura) |
Denuncia di nascita
Per gli esemplari nati in cattività da riproduttori legalmente detenuti, la prassi indicata dal Servizio CITES è di comunicare la nascita entro 10 giorni tramite il modulo previsto (per Allegato A è la denuncia di nascita; per Allegato B il modello SCT1/B), allegando i dati dei genitori e gli estremi della loro documentazione. L'esatta modulistica e la modalità di invio (PEC, raccomandata, portale) possono variare nel tempo: verifica i modelli aggiornati sul sito dei Carabinieri Forestali o presso l'ufficio competente.
Cessione e acquisto
Quando una tartaruga di Allegato A passa da una persona a un'altra, è prassi che venga rilasciata una dichiarazione di cessione ai fini CITES che riporti i dati di cedente e acquirente, gli estremi dell'esemplare (numero di protocollo o certificato, marcatura) e la data. Per la cessione a titolo oneroso il certificato CITES "giallo" deve essere richiesto/aggiornato presso l'ufficio CITES: la documentazione del precedente proprietario non viene semplicemente "passata" al nuovo, ma è alla base della nuova certificazione intestata all'acquirente.
- Richiedi al cedente copia di tutta la documentazione (denuncia di nascita o certificato CITES dell'esemplare e dei genitori)
- Compila la dichiarazione di cessione con i dati di entrambe le parti e dell'animale
- Per cessioni a titolo oneroso di Allegato A: assicurati che il cedente disponga del certificato CITES "giallo" valido per quell'esemplare
- Conserva tutta la documentazione: in caso di controllo è quanto ti viene chiesto
Marcatura: microchip e fotografia del piastrone
Il Reg. CE 865/2006 (art. 66) prevede che gli esemplari di Allegato A nati in cattività siano marcati con metodi univoci, di norma microchip, quando le caratteristiche fisiche dell'animale lo consentono. Per le piccole Testudo non c'è una soglia rigida fissata dalla normativa europea: la prassi italiana fa riferimento all'applicazione del microchip quando il piastrone raggiunge dimensioni compatibili (storicamente intorno ai 10 cm), ma la valutazione è del medico veterinario e dell'ufficio CITES competente. Per gli esemplari troppo piccoli si utilizza tipicamente la fotografia del piastrone come identificazione provvisoria, che viene poi sostituita o integrata dal microchip quando l'animale è cresciuto a sufficienza.
| Situazione | Identificazione tipica |
|---|---|
| Esemplare giovane / piccolo | Fotografia del piastrone aggiornata; la valutazione spetta al veterinario e all'ufficio CITES |
| Esemplare di taglia adeguata | Microchip ISO 11784/11785 applicato da veterinario, in aggiunta alla foto |
Costi indicativi
I costi possono cambiare nel tempo, in base alla procedura e al territorio. Quelli indicati di seguito sono ordini di grandezza ricavati dalla prassi corrente e non sostituiscono la verifica diretta con l'ufficio CITES o con il veterinario.
| Voce | Indicazione di massima |
|---|---|
| Domanda CITES | Spesso senza diritti di istruttoria, ma possono essere previsti bolli o emolumenti per i certificati |
| Marca da bollo | Importo di legge vigente (storicamente 16 €), può variare |
| Microchip + applicazione veterinaria | Ordine di grandezza 40–80 €, variabile per veterinario e zona |
| Visita veterinaria erpetologica | Ordine di grandezza 50–100 €, variabile |
Decesso e altre comunicazioni
In caso di morte dell'esemplare è prassi comunicarlo al Servizio CITES, allegando la documentazione disponibile (foto, eventuale referto veterinario). Anche per furti, smarrimenti o trasferimenti significativi è opportuno informare l'ufficio competente. Tempistiche, modulistica e modalità di invio possono variare: chiedi conferma all'ufficio CITES territoriale.
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Inizia gratisDomande frequenti
Come si ottiene la documentazione CITES per una tartaruga?
Per gli esemplari nati in cattività si presenta la denuncia di nascita al Servizio CITES dei Carabinieri Forestali competente per territorio, con i dati dei genitori e la loro documentazione. Per cedere a titolo oneroso un esemplare di Allegato A occorre poi il certificato CITES "giallo" ex art. 8 par. 3 del Reg. 338/97, da richiedere all'ufficio CITES con modulistica dedicata. Procedure e moduli possono variare: verifica con l'ufficio competente.
Quanto costa la documentazione CITES per una tartaruga?
I costi non sono uniformi e possono cambiare. In genere sono previste marche da bollo e, in alcuni casi, emolumenti per il rilascio del certificato. A questi si aggiungono i costi del microchip e della visita veterinaria. Per importi aggiornati rivolgiti all'ufficio CITES e al tuo veterinario.
Cosa rischio se ho una tartaruga senza documenti?
L'esemplare è considerato di provenienza non documentata e si rischia la confisca, oltre a sanzioni amministrative previste dalla L. 150/1992 (con possibili profili penali nei casi più gravi). Gli importi e l'iter possono variare nel tempo. Periodicamente sono state previste procedure di regolarizzazione: prima di muoverti, contatta il Servizio CITES per capire come gestire la tua situazione.
La documentazione CITES vale per tutta la vita della tartaruga?
Il certificato CITES segue l'esemplare ma può dover essere aggiornato o ri-emesso in caso di cessione, decesso, cambi rilevanti dei dati del proprietario o modifica della marcatura (ad esempio passaggio dalla foto del piastrone al microchip). In caso di dubbio, verifica con l'ufficio CITES competente.
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